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Suspended cities, Portraits from the underground
“The guard is down and the mask is off, even more than when in lone bedrooms (where there are mirrors). People’s faces are in naked repose down in the subway.” Walker Evans

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Ritratti da 12 diverse metropolitane del mondo, realizzati in diapositiva colore, 35mm. (Parigi, Roma, Londra, Madrid, Napoli, Oslo, New York, Mexico DF, Sanriago de Chile, Tunis, Delhi, Tokyo). Il lavoro si rispecchia nelle immagini scattate da Walker Evans nella metropolitana di New York negli anni ‘40 e le trascende. Non importa quale città. Non si fa riferimento ad un unico luogo ma a città distanti e differenti, che appaiono qui come racchiuse in un unico spazio. I volti, che esprimono la sospensione e il nudo riposo dei passeggeri che ogni giorno utilizzano questo mezzo di trasporto, diventano metafora tanto dell’essenza umana quanto della sua dimensione moderna. Come tanti flaneur gli individui transitano, pemangono, attendono e se ne vanno. Dietro la realtà di un costante movimento, il velo di una costante sospensione.
"Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d'avere:l'estraneità di ciò che non sei più t'aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti."
Italo Calvino, Le città invisibili

Martino Chiti
Livorno, 1976.
Realizza documentari e reportage fotografici, oltre a lavorare con il video e i new media durante fetival ed eventi di musica e arti visive.
Fotografo, filmaker e video artista è alla continua ricerca di sperimentazione. In uscita libro su questo progetto, “Suspended cites. Portraits from the underground” edito da Crowdbooks.

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Porträts auf 35mm Farbdiapositiv, entstanden in 12 U-Bahnen rund um die Welt (Paris, Rom, London, Madrid, Neapel, Oslo, New York, Mexico DF, Santiago de Chile, Tunis, Delhi, Tokyo). Die Arbeit nimmt Bezug auf die von Walker Evans in den 40er Jahren in der Untergrundbahn von New York aufgenommenen Fotos und transzendiert sie. Die einzelne Stadt ist unwichtig geworden. Nicht der einzelne Ort zählt, sondern die Entfernung und Verschiedenartigkeit der Städte, reduziert auf einen einzigen Raum. Die Gesichter von Fahrgästen, in der Routine der täglichen Fortbewegung aufgehoben in einem Augenblick der Ruhe, werden zur Metapher für die menschliche Existenz wie für seine moderne Dimension. Als Flaneur ist jeder Einzelne unterwegs, hält inne, wartet und geht wieder fort. Über die Wirklichkeit der ständigen Bewegung legt sich der Schatten einer ständigen Entrückung.
„Beim Ankommen in jeder neuen Stadt findet der Reisende etwas aus seiner Vergangenheit wieder, das er nicht mehr erkennt: An der Schwelle dir fremder, unbekannter Orte, befremdet dich die Erinnerung an dich selbst.�Italo Calvino, Die unsichtbaren Städte

Martino Chiti
1976 in Livorno geboren, arbeitet als Dokumentarfilmer, Fotograf und im Bereich Videokunst und Neue Medien für Musik- und Kunstveranstaltungen. Als Fotograf, Filmemacher und Videokünstler ist er ständig auf der Suche nach neuen Herausforderungen. Zuletzt erschien in der Edition Crowdbooks das Buch zum Projekt: „Suspended cites. Portraits from the underground”.

24.11.2016 - http://foto-forum.it/?p=2788